Analisi fisico chimica del terreno per la coltivazione dei tartufi
Le zone a vocazione tartuficola e i luoghi dove normalmente vengono trovati i tartufi, sono sicuramente luoghi favorevoli per costituire un l’impianto tartufigeno.
In mancanza di queste condizioni un buon orientamento è dato dalla verifica dei caratteri geopedologici e climatico - vegetazionali del luogo prescelto, ricavabili anche da apposite carte (carta geologica, pedologica, etc).
Trattandosi comunque di impianti tartufigeni è sempre consigliabile un’analisi dettagliata del suolo che ne metta in evidenza le caratteristiche chimiche e fisiche che possono essere anche variabili da un punto all’altro dell’appezzamento;
in particolare per giudicare l’attitudine di un suolo alla tartuficoltura vanno analizzati il pH;
il tasso di calcare totale e attivo;
la tessitura;
la capacità di ritenzione idrica;
il tenore in sostanza organica, in azoto, in fosforo, in potassio, in calcio e in magnesio.
Si possono escludere a priori per la tartuficoltura quei terreni che risultano assenti di calcare e di calcio e un pH acido; una tessitura ed una struttura fortemente squilibrata con una composizione minerale che presenta grossi eccessi o carenze di elementi essenziali.
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