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Archive for the ‘4) Come fare un impianto’ Category

Tartuficoltura - impianto ex novo-preparazione del terreno

Sabato, Settembre 15th, 2007


Dopo aver verificato l’idoneità del suolo, per fare un impianto tartufigeno è necessario procedere alla preparazione del terreno.
Questa operazione dovrà essere effettuata preferibilmente nel periodo estivo e consisterà, dopo un preventivo decespugliamento, in una lavorazione andante e profonda (da 40 cm) di aratura, in alternativa si possono preparare delle buche di 60×60x60 cm in corrispondenza del punto in cui verranno messe a dimora le piantine.

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Come prelevare i campioni di suolo da far analizzare per la tartuficoltura
Coltivare tartufi, a chi inviare il campione, tramite corriere, per le analisi del terreno

Per quesiti, informazioni o invio di esperienze riguardanti questo settore scrivere a tartuficoltura@gmail.com

Progettazione dell’impianto ex novo di tartuficoltura

Sabato, Settembre 15th, 2007

La progettazione dell’impianto riguarda:
La decisione del sesto, 5×5, 5×4, 4×4 , 4×3 etc, questo varia dal tipo di pianta simbionte e del tartufo con cui questa è stata micorrizata e dalla necessità di transito di mezzi agricoli leggeri per impianti tartufigeni molto estesi.
La decisione di proteggere le piantine, con shelter per il gelo e alcuni animali selvatici, eventuale pacciamatura, recinzione delle piantine o dell’intero impianto;
La decisione di prevedere un soccorso idrico a dispersione generale o a goccia per ogni singola piantina.
La decisione di alternare file di simbionti più precoci nella produzione di tartufi ma meno produttive nel tempo a una fila di simbionti più tardive nella produzione iniziale di tartufi ma più duratura nel tempo; ad esempio una fila di noccioli e roverella, i primi sono precoci e daranno i primi tartufi, con possibilità di estirparli quando questi hanno terminato la produzione, allargando così il sesto d’impianto, ottenendo una aereazione e illuminazione dei pianelli delle roverelle nella loro piena produzione di corpi fruttiferi.

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Come prelevare i campioni di suolo da far analizzare per la tartuficoltura
Coltivare tartufi, a chi inviare il campione, tramite corriere, per le analisi del terreno

Prezzi e possibilità di acquisto delle piantine micorrizate anche in esigue quantità, debitamente certificate da strutture pubbliche esterne al produttore, quali le Università di Perugia e dell’Aquila
Piante da tartufo che verranno spedite direttamente al tuo indirizzo tramite corriere, clicca qui

 

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Tartuficoltura, sesto dell’impianto tartufigeno

Sabato, Settembre 15th, 2007

Il sesto dell’impianto è da determinare in relazione alla pianta simbionte e al tartufo con cui è stata inoculata.
I vari tipi di tartufi nascono e crescono in particolari condizioni, compresa l’illuminazione della tartufaia da parte dei raggi solari.
Ad esempio il tartufo nero pregiato presenta sempre un pianello o tartufaia molto assolata, di conseguenza il sesto d’impianto dovrà essere ampio al contrario per il bianchetto o il tartufo bianco pregiato che predilige ombra e umidità.
Il sesto è condizionato anche dalle dimensioni che raggiungerà la pianta simbionte, una roverella adulta non ha le stesse dimensioni di un nocciolo o di un pino domestico!
Logicamente nelle operazioni di post impianto interverrà anche una potatura ad hoc per favorire le condizioni più naturali possibili.

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Come prelevare i campioni di suolo da far analizzare per la tartuficoltura
Coltivare tartufi, a chi inviare il campione, tramite corriere, per le analisi del terreno

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Tartuficoltura, messa a dimora delle piantine micorrizate

Sabato, Settembre 15th, 2007

Contrassegnato il sesto d’impianto ed effettuato preventivamente un idoneo foro nel terreno, possiamo mettere a dimora la piantina.
Il periodo migliore va dall’autunno a poco prima della primavera, in tale periodo la pianta risentirà meno il trauma del trapianto e al risveglio primaverile le radici avranno modo di estendersi con facilità per attecchire al meglio nel terreno circostante.
Prima di togliere la pianta simbonte micorrizata dal vasetto che l’accoglie, è preferibile innaffiarla almeno qualche minuto prima, ciò faciliterà l’estrazione dell’intero pane di terra dal vasetto, senza che il terriccio che avvolge la piantina e il suo apparato radicale si sgretoli.
Estratto il pane, la parte inferiore va leggermente tolta in modo tale che le radichette terminali possano essere disposte a raggiera nel fondo del foro affinchè siano facilitate ad estendersi attecchendo al terreno.
Il pane va posto al centro del foro e a 3-4 centimetri al disotto del livello del terreno, quest’ultimo dovrà essere rincalzato per tutta la sua circonferenza fino all’altezza del colletto della piantina micorrizata.
Il tutore di segnalazione e/o sostegno, va posto a circa 15 cm dal fusto, ciò per evitare che questi possa danneggiare od ostacolare l’apparato radicale della piantina, inoltre, se di legno, potrebbe assorbire acqua all’apparato radicale.

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Tartuficoltura, protezione delle piantine micorrizate

Sabato, Settembre 15th, 2007

Le piantine micorrizate appena messe a dimora possono essere danneggiate da animali sevatici, in particolare le lepri, oppure dal gelo, per proteggerle esistono delle coperture perimetrali in policarbonato, denomitate shelter.
Per proteggere le piantine da animali selvatici o allo stato brado di cospicue dimensioni bisogna provvedere ad una adeguata recinzione singola o dell’intero impianto tartufigeno.
Le piantine vanno anche protette tenendole pulite da erbe infestanti, effettuando una minima lotta contro eventuali patogeni e parassiti.
Aiutarle con idonee potature, pacciamature e altri interventi agronomici.
Se andranno in produzione dovrete proteggerle anche dai tartufai senza scrupoli che sono le “bestie” più difficili da tenere lontane!! :)
Ricordate che oltre a far gola ai raccoglitori di tartufi abusivi e non, non immettete mai nel mercato locale i tartufi del vostri impianto perchè se le quantità sono rilevanti inevitabilmente abbasserete la domanda e di conseguenza i prezzi di acquisto ai cavatori locali da parte dei commercianti raccoglitori all’ingrosso.
E’ capitato che alcuni tartuficoltori, proprio per i motivi che vi ho indicato, un bel giorno, al risveglio si sono visti le piante simbionti tagliate di netto, con una sega, alla base del tronco, piante di oltre 20 anni di età, in piena produzione!
Ecco uno dei tanti motivi per cui molti tartuficoltori non solo non parlano di produzioni effettive di tartufi e di ricavi, ma anche del possesso di un impianto tartufigeno, per il fatto che se altri gli viene lo schiribizzo di provare a costituirli se questi andranno in produzione, avranno dei concorrenti nel mercato!

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Tartuficoltura, soccorso idrico dell’impianto

Sabato, Settembre 15th, 2007

Per favorire l’accrescimento delle piantine, per  mantenere la micorrizazione e favorire lo sviluppo dei tartufi sia come quantità che pezzatura, non di poco conto è l’irrigazione.
Tutti sappiamo che se non vi è pioggia durante il ciclo biologico del tartufo, la raccolta in tartufaie naturali sarà esigua e i prezzi dei tartufi salgono alle stelle! 
Mentre i tartufai sperano che piova facendo la danza della pioggia,  i tartuficoltori fanno festa, infatti sopperendo con il soccorso idrico alle mancate piogge, i loro impianti, al contrario delle tartufaie naturali,  producono tartufi di ottima qualità e pezzatura da immettere sul mercato a prezzi vantaggiosi.

Per quesiti, informazioni o invio di esperienze riguardanti questo settore scrivere a tartuficoltura@gmail.com


Preventivo gratis per consulenza pre e post impianto

Lunedì, Settembre 10th, 2007

Se vuoi costituire un impianto tartufigeno ex novo o vuoi fare controllare uno esistente, puoi chiedere un preventivo gratuito per un sopralluogo di un esperto tartuficoltore.
Indica,  nel modulo che raggiungerai con il link in fondo alla pagina,  quanto segue:
Se il sopralluogo  è per un impianto di tartuficoltura già esistente o per uno da impiantare  ex novo;
l’estensione dello stesso;
l’ubicazione del terreno ( Regione ,  Provincia e Comune);

Logicamente il prezzo varierà in relazione al viaggio da affrontare e al tempo che necessita per il sopralluogo in relazione all’estensione del terreno da visionare 

 Richiesta preventivo gratuito 
ciò richiederà una veloce e gratuita registrazione , riceverete una password al vostro indirizzo e-mail, utile sia per la richiesta di preventivo che per l’accesso a molti altri servizi sul mondo del tartufo di www.trovatartufi.com

Oppure:
Per quesiti, informazioni o invio di esperienze riguardanti la tartuficoltura, i tartuficoltori di ieri, i tartuficoltori di oggi e i tartuficoltori di domani possono  scrivere a tartuficoltura@gmail.com


Valutazione preliminare gratuita on line per la fattibilità di una tartufaia

Lunedì, Settembre 10th, 2007


Per avere un’idea se il terreno è idoneo o meno alla tartuficoltura rispondete con attenzione alle domande che seguono, otterrete una risposta gratuita e, se le condizioni totali risulteranno idonee, anche un preventivo gratuito da parte di una ditta leader del settore tartuficoltura e di un esperto tartuficoltore:

1)Specificare l’estensione del terreno ove si intende mettere le piantine micorrizate in mq
2)specificare se le analisi del terreno sono già state fatte ( Si-No)
3)Se le analisi sono già state effettuate trascrivere i risultati nel campo note o nella e-mail;
4) Specificare se si trovano tartufi naturali nel terreno ove si intende fare l’impianto o in quelli limitrofi? ( Si- No)
5)Se si, indicare se nel terreno interessato all’impianto o in quelli limitrofi e quale specie di tartufi vengono rinvenuti ;
6)Indicare l’altitudine, l’esposizione del terreno e la sua pendenza anche se in modo approssimativo;
7)Indicare quale piante simbionti o superiori ( alberi) nonchè quelle arbustive che sono presenti nella zona ove si intende effettuare l’impianto tartufigeno..ad esempio Carpino nero, Cerro, Farnia Leccio, Nocciolo, Pioppo bianco, Rovere, Roverella, Pino ecc ecc arbustivi come ginestra, rovi, biancospino ecc ecc
8)Indicare se si ha possibilità di un soccorso idrico per le piantine micorrizzate al tartufo(Si-No)
9)Se si indicare quale, ad esempio pozzo, acqua sorgiva ecc ecc
10)Specificare se vi sono animali selvatici in zona? ad esempio lepri, ecc ecc
11)Indicare, anche se empiricamente, in gradi le temperature più basse invernali ;
12)Indicare se si Vuole ottenere un sopralluogo di un esperto tartuficoltore per avere un contatto diretto e quindi più consigli e certezze? (Si-No)
13) Se si, indicare la regione e la provincia ove è ubicato il terreno per il sopralluogo;

Appena perverrano le risposte ai quesiti posti, queste verranno elaborate da uno staff preposto, al più presto riceverete via e-mail indicazioni sul da farsi, se le notizie sono suff. si avrà modo si sapere se il terreno è idoneo o meno per provare a costitutire un impianto tartufigeno.
Se questo risulterà idoneo, si avrà anche modo di leggere un preventivo diviso per ogni singola voce, così si potrà decidere, logicamente senza impegno, se costituire da soli l’ impianto acquistando solo le piantine micorrizzate al tartufo, oppure avvalersi anche di uno o più servizi della ditta Leader sul settore tartuficoltura.

Logicamente il preventivo che vi perverrà non contemplerà sconti perchè questi saranno tangibili solo in caso di accettazione di un futuro accordo, questi saranno variabili in relazione al quantitativo delle piantine che si intende acquistare e dalla totalità dei servizi che si intende usufruire nel preventivo di spesa della ditta Leader interessata a fornirli.

Potete scrivere una richiesta di preventivo gratutito nel campo note cliccando sul seguente link:

Richiesta preventivo gratuito
ciò richiederà una veloce e gratuita registrazione che vi darà anche l’accesso a molti altri servizi sul mondo del tartufo

Oppure:
Per quesiti, informazioni o invio di esperienze riguardanti la tartuficoltura, i tartuficoltori di ieri, i tartuficoltori di oggi e i tartuficoltori di domani possono scrivere a tartuficoltura@gmail.com

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