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Archive for the ‘1) Introduzione alla tartuficoltura’ Category

Cosa è la tartuficoltura

Sabato, Settembre 15th, 2007


Il tartufo è un fungo ipogeo (sotterraneo) micorrizico, ciò significa che necessita per sopravvivere di legarsi alle radici vive di una pianta superiore (albero), con la quale stabilisce un rapporto di simbiosi mutualistica, ricevendo la sostanza organica necessaria per il suo sviluppo e cedendo alla radice acqua e sali minerali.
La coltivazione del tartufo, quindi, non può prescindere dalla presenza di una pianta sulle cui radici si stabilisce la formazione del rapporto di simbiosi micorrizica.
In pratica la coltivazione del tartufo, o per meglio dire la tartuficoltura, consta di due fasi principali, una in vivaio, in cui si producono le piantine micorrizate ed una di campo collocando le piantine a dimora in un terreno adatto, seguite da cure colturali fino alla produzione del tartufo.

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Prezzi tartufi domanda e offerta

Venerdì, Settembre 14th, 2007


Il prezzo dei tartufi, come di altri prodotti, dipende essenzialmente dalle legge di mercato “domanda - offerta”.

Di fatto la domanda di tartufi supera sempre e nettamente l’offerta, questo comporta prezzi di acquisto elevati per il consumatore.
I prezzi sono fluttuanti, salgono e scendono, spesso di settimana in settimana o anche di giorno in giorno per le specie di tartufi più pregiate,.
Di solito la domanda è sempre alta e le variazioni di questa sono solitamente graduali e spesso prevedibili, al contrario invece è l’offerta!
Il tartufo oggi c’è e il prezzo è stabile, domani non si trova più e il prezzo va alle stelle, poi… rinvenimenti copiosi e improvvisi lo fanno cadere, pur mantenedosi sempre alto rispetto ad altri prodotti.
Sarà la pioggia, la luna, il clima, le temperature, ognuno si professa indovino e spera di averci capito qualcosa, pur di non tornare a casa con le tasche vuote, ma di fatto, i tartufi rimangono sempre misteriosi e per questo spesso imprevedibili e quindi affascinanti!
Logicamente la produzione qualitativa e quantitativa di tartufi in natura è dovuta anche alle piovosità e alle altre condizioni che nessuno può controllare.
Per contro negli impianti tartufigeni vi è la possibilità del soccorso idrico, della potatura, pacciamatura, sarchiatura, di combattere i parassiti delle piante, controllare e integrare interventi agronomici, insomma di avere più certezze nella produzione e raccolta di carpofori qualitativamente e quantitativamente migliori rispetto a quelli rinvenuti nelle tartufaie naturali, specialmente in stagioni di raccolta siccitose.
In queste situazioni il mercato del tartufo è in mano a quei tartuficoltori che hanno gli impianti in produzione, se c’è domanda sono loro che fanno il prezzo, visto che sono gli unici a soddisfarla!
D’altronde hanno fatto un investimento a lungo termine, ed è giusto che vengano ripagati del coraggio di aver istituito impianti tartufigeni anni or sono, quando di certezze vi erano molto meno di ora e i costi delle piantine erano esorbitanti!
Il proverbio “chi non risica non rosica” era proprio di quei tempi ma in questo settore è ancora attuale!
Ora le piantine hanno un costo che varia dalle 8 alle 14 euro cadauna, contro le 250 mila lire di anni addietro, quindi hanno un costo molto accesibile anche per fare delle prove con spese irrisorie, poi magari…..costatata la produzione di tartufi, avendo certezza quasi assoluta, di piantine micorrizate e debitamente certificate se ne metteranno a dimora anche a migliaia!!!

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Reddito di un impianto di tartuficoltura

Giovedì, Settembre 13th, 2007


Premesso che difficilmente un tartuficoltore, specialmente se ha un impianto in piena produzione, svela l’esatta quantità dei tartufi raccolti e dei ricavi ottenuti, sia per paura della concorrenza, dei tartufai del mercato ove lui vende i tartufi raccolti che inevitabilmente abbassano il prezzo locale di acquisto a monte, e del fisco.
Per esperienza, essendo in prima linea, sappiamo che un impianto di tartuficoltura può rendere da 0 euro (zero/00) se non producem, a oltre 20.000 euro ( ventimila/00) ogni mille metri quadri di impianto a tartufo nero pregiato (tuber melanosporum Vittadini), quindi oltre 200,000 euro ( duecentomila/00) ettaro.
Logicamente si è indicato il minimo e il massimo di cui si è a conoscenza, impianti in produzione con il tartufo bianco pregiato sono esistenti, ma le quantità prodotte e il reddito sono un segreto anche per i familiari stretti dei proprietari dei fondi.
Tra 0 e oltre 200.000 euro ettaro intercorrono tutte le fasce che riguardano le altre specie di tartufo, salvo il bianco pregiato che, come già detto, non si hanno statistiche o notizie certe in merito, nemmeno con la tortura! :)
Logicamente la produzione di tartufi dipende dall’età dell’impianto, dalla sua cura e da altri molteplici fattori, alcuni ancora sconosciuti sia dai proprietari che dai studiosi ricercatori.
Ogni stagione di raccolta singole piante possono arrivare a produrre anche oltre 6 kg di tartufo, ma non tutte danno questa resa, alcune non producono affatto, altre danno pochi corpi fruttuferi e ad ogni stagione la cosa varia,…. per alcune piante in eccesso, per altre in difetto, la produzione di tartufi può diminuire improvvisamente, anche per effetto di situazioni climatiche particolari, quindi una previsione di produzione potenziale, anche per un singolo impianto di cui si conoscono le produzioni annuali, è difficile da farsi.
Di fatto ho visitato personalmente impianti di soli tremila metri quadri che hanno fruttato oltre 100 kg di tartufo nero pregiato ad ogni stagione di raccolta, salvo nell’ultima, in cui la produzione è scesa nettamente per un errore di lavorazione del terreno, effettuato oltre il periodo consentito, ciò ha danneggiato i filamenti miceliari sui pianelli dell’intero impianto tartufigeno e i corpi fruttiferi che già si erano formati.
Errore pagato caro dal conduttore dell’impianto tartufigeno, sia per soldi non introitati che per il danno creato alle tartufaie :(
La natura farà il suo corso e l’impianto tornerà sicuramente a produrre.

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