Micorizzazione per approssimazione radicale
Martedì, Febbraio 26th, 2008ciao, ho già scritto qualche tempo fa per alcune informazioni sulla
compatibilità di un mio terreno alla coltivazione di piante micorizzate
con t. melanosporum, ti ringrazio molto per aver ricevuto subito una
precisa e seria risposta, ora vorrei chiederti un’altra cosa. ho visto
alcuni siti che parlano, in maniera poco esauriente, di approssimazione
radicale per la propagazione di micorrize, vorrei sapere se potrebbe
essere possibile propagare T. eastivum utilizzando piccole radici di
piante presenti in natura e già produttrici di questo carpoforo. Vorrei
fare questa operazione su alcune piante “normali” (cioe non
micorizzate) adulte(circa 15 anni).
seguirei il seguente processo:
1
estrarre delle radici micorizzate
2 cospargere alcune radici della
pianta non micorizzata con quella micorizzate
3 coprirle con terra
4
chiudere tutto con carta paglia(dovrebbe essere biodegradabile e alla
stesso tempo proteggerebbe il tutto da eventuali funghi diversi
5
ricoprire tutto
Potrebbe funzionare?
devo farlo per tante radici o
basta una sola?
C’è la possibilità che in un tempo ragionevole la
pianta produca nuove radici micorizzate?
Dopo quanto tempo potrei
controllarle al microscopio per verificare se il tutto è avvenuto?
sapete di esperienze simili(positive o negative)?
nel caso il tutto
funzioni, dopo quanto tempo la pianta potrebbe produrre? bisognerà
aspettare i fatidici 5-8 anni come per una pianta piccola oppure
potrebbe avvenire prima?
Non conoscendo gli sviluppi non posso trarre
conclusioni ma penso che nel caso funzionasse sarebbe un ottimo metodo
per migliorare tartufaie naturali che presentano un discreto numero di
piante non micorizzate.
Sui siti che ho visto si parla solo del Magnatum
(si dice in relazione al fato che questo metodo non necessita di
tartufi freschi quindi costosi per produrre piantine), è un metodo
valido anche per l’Aestivum e in generale per le altre specie di tuber
Spero di avere notizie molto positive su questa prova, per farla subito
la prossima primavera.
grazie infinite per l’attenzione!
RISPOSTA
Quanto hai indicato è possibile, vi sono stati degli esperimenti anche a livello Universitario che hanno portato non solo ad una verificata micorrizzazione della pianta adulta ospite ma in alcune di quest’ ultime si è avuta anche la produzione dei carpofori.
Posso dirti che prove in campo, al di fuori dagli ambienti universitari, quindi più empiriche per mancanza di metodologie e mezzi più idonei, hanno avuto lo stesso risultato anche se in minor percentuale, probabilmente per la presenza di funghi inquinanti nel manicotto radicale.
In alcuni casi la produzione dei carpofori in piante adulte si è avuta nella stagione immediatamente successiva alla micorrizazione, sia se effettuata per approssimazione radicale che con soluzione sporale.
Alcuni di questi risultati li ho costatati di persona e anche io li sto facendo in campo per poi valutare costi e possibilità di coltivare tartufi utilizzando i vantaggi delle piante adulte.
Le metodologie sono logicamente proprie e spesso segrete, anche perchè se non si hanno risultati sicuri e ripetuti nel tempo conviene non parlarne, ti prenderebbero per matto!
Siccome i matti ora siamo due……e ne conosco altro paio……nessuno ci può vietare di provare e tirare le somme!
Fai le tue prove poi ci rapporteremo in privato per confrontarsi su questa possibilità reale, la micorizzazione e produzione di tartufi da piante adulte.
A presto, Mau.







