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Archive for the ‘7) Manutenzione impianto’ Category

Tartuficoltura, concimazioni e sporificazioni

Venerdì, Settembre 21st, 2007

Non vi sono studi affermati sulla concimazione delle tartufaie, anche praticamente si sta molto attenti per non cambiare equilibri delicatissimi che sono la natura, per ora, sa dare per la crescita di questo fungo ipogeo, il tartufo.
La concimazione chimica, minerale o organica quindi  non viene praticata , ma alcuni aggiungono al terreno le sostante più svariate, alla ricerca della ricetta magica, nella speranza di avere corpi fruttiferi grandi come angurie e avere una produzione più lunga possibile, aggiungono al suolo zucchero, farina, pula di riso, latte acido, cenere, pomice. 
Per mancanza di dati oggettivi per ora nessuno può affermarne se queste “concimazioni” hanno validità o meno. 

La sporificazione è una pratica lanciata da alcune ditte che producono piantine micorrizate che consiste nel distribuire o iniettare nel terreno della tartufaia una sospensione di spore di tartufo.
Lo scopo è quello di recuperare le tartufaie poco o nulla produttive, in cui le micorrize di tartufo sono diminuite nel tempo.
Questa pratica, oltre ad essere molto costosa, difficilmente può fornire risultati positivi.
La causa del mancato successo è infatti molto spesso da ricercare nella cattiva conduzione della tartufaia o nella scarsa vocazionalità del terreno.
Saranno in questo caso molto più utili quegli interventi colturali atti a ricostruire un ambiente pedologico più idoneo allo sviluppo del tartufo e sfavorevole a quello di altri funghi micorrizici.

Per quesiti, informazioni o invio di esperienze riguardanti questo settore scrivere a tartuficoltura@gmail.com


Tartuficoltura, contenimento del terreno tartufigeno

Lunedì, Settembre 17th, 2007

Contenimento del terreno in tartuficoltura

Se la tartufaia si trova in un terreno scosceso, sia con il calpestio che con le piogge la terra tende con il tempo a scivolare verso il basso e senza questa la tartufaia è destinata a morire, pur rimanendo grandi pianelli che non produrranno più.

In Spagna vengono usati a trattenimento del terreno dei mucchi di sassi o dei muretti posti trasversalmente sulla tartufaia, utile risulta anche l’apposizione di tronchi che risulteranno di più facile spostamento per la manutenzione della stessa, inoltre sotto tali ostacoli, dove il terreno si mantiene fresco,  come per la pacciamatura, vengono rinvenuti di sovente i corpi fruttiferi.

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Tartuficoltura, la pacciamatura

Lunedì, Settembre 17th, 2007

La pacciamatura ha il  fine di evitare una evaporazione dell’acqua presente nel terreno, questa consiste nel ricoprirlo con materiale vario, solitamente ad una distanza di 40- 60 cm di raggio cui centro è il fusto della pianta superiore.

Da ricerche applicate si è addivenuti alla conclusione che il pacciamante più idoneo alla tartuficoltura sia per le piantine messe a dimora che per quelle in produzione, è il feltro di lana con caratteristiche particolari ossia bassa densità di feltratura che dopo la sua funzione si disgrega nel suolo, apportando elementi utili alla produzione del tartufo e quindi di non inquinare, al contrario di film di plastica etc, inoltre evita lo sviluppo di vegetazione erbacea-arbustiva.

Nella pacciamatura l’uso di materiali impropri ha causato danni, il peggio è stato fatto con l’uso di balle di paglia, che hanno asfissiato il suolo portando i valori del PH a livelli incompatibili alla produzione del melanosporum facendo virare la produzione su tartufi inferiori come il brumale e il moschatum.

Non sempre la pacciamatura risulta utile durante l’anno.

Questa deve essere posta dopo i temporali e l’ irrigazione estiva al fine di evitare una l’eccessiva evaporazione.
La copertura va effettuata alternata, a zone coperte che trattengano una maggior umidità e zone libere che daranno modo al terreno di riscaldarsi.
Anche in ambiente naturale i tartufi vanno a localizzarsi proprio sotto i materiali presenti in loco, come pietre, tronchi di albero secchi ecc, cosi avverrà in tartuficoltura, i tartufi cresceranno sotto i materiali usati per la copertura del suolo circostante la pianta micorrizata.

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Tartuficoltura, la sarchiatura

Lunedì, Settembre 17th, 2007

 Come in quasi tutte le culture la sarchiatura del terreno risulta proficua anche per la tartufaia.

Logicamente bisogna fare in modo che gli attrezzi usati vadano a rendere soffice il terreno senza però recidere le radici della pianta simbionte e comare.

Per sarchiatura della tartufaia è da intendersi la smossa del terreno senza rovesciarlo o strapparlo.

Solitamente viene usato il conosciuto bidente o una vangatrice a cui sono state sostituite le vanghette con dei corni d’acciaio.

La penetrazione di questi corpi, che si inseriscono nel terreno, possono raggiungere anche i 25-30 centimetri, in alcuni casi ciò ha consentito di raddoppiare o triplicare la produzione.

Quindi erronea è la convinzione di non toccare la tartufaia per evitare che si rovini!

Logicamente questa va sarchiata in un ben determinato periodo che corrisponde al momento in cui è finita la produzione annuale e sta per iniziare il nuovo ciclo biologico. NON MESI DOPO!!

Quindi per le varie specie e in relazione al termine della produzione potrete iniziare la sarchiatura.

E’ bene, inoltre, almeno nei primi anni dalla messa a dimora delle piantine micorrizate, eliminare le piante erbacee o arbustive che possono concorrere e quindi pregiudicare la vita della simbionte e della comare.

Lavorazioni, superficiali e manuali, specialmente in primavera possono, mediante zappettatura, eliminare queste piante competitive e migliorare la penetrazione dell’acqua. Particolare attenzione va posta a riguardo della vicinanza del fusto ove la profondità, consigliata, da non superare, è di cinque centimetri.

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Tartuficoltura, erbe infestanti

Sabato, Settembre 15th, 2007

DISERBO E’ importante nella tartufaia coltivata controllare, soprattutto nei primi anni d’impianto, lo sviluppo della flora spontanea, erbacea e arbustiva che può esercitare un’intensa competizione con le piante micorrizate limitandone lo sviluppo e favorendo lo sviluppo di funghi ectomicorrizici diversi dal tartufo.

Il metodo di controllo della vegetazione consigliato nelle tartufaie coltivate é costituito da leggere lavorazioni superficiali del suolo da eseguirsi con uno o due interventi, preferibilmente primaverili, a 5-8 cm. Di profondità.

Nella zona prossima al fusto (nella circonferenza idealmente disegnata con un metro di raggio) delle giovani piantine , per non danneggiare le radichette micorrizate, conviene eseguire una zappettatura manuale del terreno a non più di 5 cm. circa di profondità.

Le erbe infestanti riducono l’accrescimento della piantina micorrizzata, assorbendo dal terreno acqua ed elementi utili.

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Una zappettatura superficiale, che non superi, come già detto i 5 cm, è idonea a togliere le erbe, per mantenere un certa umidità e per facilitare lo sviluppo di radichette secondarie e terziarie.
Per limitare anche la crescita di erba, si può provvedere alla pacciamatura.

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Tartuficoltura, le potature

Sabato, Settembre 15th, 2007

La potatura

La potatura ha due fini:

Mantenere la longevità della pianta;

Ombreggiare o illuminare il terreno sottostante e cioè la tartufaia.

E’ consigliabile effettuare la potatura, limitandola negli anni, solo dopo la trascorsa crisi d’impianto delle simbionti.

La potatura serve a guidare principalmente il portamento della pianta ed eliminare i succhioni.

Ricordate che per il Melanosporum la tartufaia deve essere illuminata mentre per il bianco pregiato ombreggiata, quindi per il nero la chioma dovrà andare a formarsi, con le potature, a triangolo o cono rovesciato, in modo che sul terreno si proietti più luce possibile in quanto questi ama il calore e la luce.

 Al contrario del nero, la chioma della pianta superiore del tartufo bianco, cui tartufaia ha bisogno di umidità e ombra, deve essere potata al fine di raggiungere la forma tondeggiante a mo’ di ombrello.

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Pianta di nocciolo micorrizata con tuber borchi,  non potata.

 

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Tartuficoltura, soccorso idrico

Sabato, Settembre 15th, 2007

Per favorire l’accrescimento delle piantine, per mantenere la micorrizazione e favorire lo sviluppo dei tartufi sia come quantità che pezzatura, non di poco conto è l’irrigazione.
L’ irrigazione è vantaggiosa ma bisogna dosarla per evitare di danneggiare l’impianto e la sua produzione.
In caso di notevole disponibilità di acqua il metodo più idoneo sembra essere quello a pioggia o micro-aspersione.
Se si ha poca acqua può essere utilizzato il metodo a goccia.
Le acque usate in tartuficoltura devono essere neutre od alcaline, di pozzi e sorgenti, piuttosto che quelle cadute per piovosità e raccolte in appositi contenitorim infatti le acque piovane a volte possono essere acide e quindi dannose per l’impianto e la produzione di tartufi, per questo motivo la qualità delle acque usate per l’irrigazione della tartufaia sono da tenere sotto controllo.
Le piantine che durante il primo anno di impianto non hanno superato la crisi del trapianto andranno sostituite l’anno immediatamente successivo, ricercando le cause del loro mancato attecchimento onde evitare ulteriori fallimenti.
Per limitare le perdite risulta conveniente, nei primi anni, effettuare irrigazioni di soccorso nei mesi estivi, soprattutto nel caso di stagioni particolarmente siccitose.
Anche negli anni successivi, l’irrigazione degli impianti favorisce l’entrata in produzione e l’entità produttiva delle tartufaie.
Esperienze effettuate in Italia ed in Francia in tartufaie coltivate di tartufo nero pregiato, hanno dimostrato che l’irrigazione giova alla produzione soprattutto nelle zone con estati eccessivamente calde e siccitose.
I quantitativi d’acqua e la frequenza degli interventi irrigui dipendono sia dalla capacità di ritenzione idrica del suolo sia dall’entità delle precipitazioni. In linea generale si consiglia di apportare alla tartufaia un quantitativo d’acqua mensile di 30-60 mm, comprendendo quella piovana e quella di irrigazione.
Fra ogni intervento irriguo conviene far passare circa 10 giorni.
Un eccessivo e troppo frequente apporto d’acqua può far regredire le micorrize di tartufo e favorire quelle di altri funghi.

Anche se per il bianco pregiato e l’uncinato non si hanno ancora indicazioni precise ottenute con sperimentazioni di campo, si ritiene che l’irrigazione delle tartufaie possa favorire la produzione.
I quantitativi d’acqua totali mensili consigliati sono di 50-150 mm, a seconda del tipo di terreno e tenuto conto dell’entità delle precipitazioni.

Ove possibile converrà predisporre un impianto irriguo preferibilmente per micro-aspersione che, sulla base delle ricerche condotte nelle tartufaie coltivate di tartufo nero pregiato, é il più idoneo, poiché evita la compattazione del terreno e favorisce uno sviluppo diffuso e superficiale delle radici. L’impianto di irrigazione a goccia é meno indicato poiché le radici tendono a localizzarsi nell’area di terreno maggiormente bagnata.
La scelta del sistema di irrigazione dipenderà quindi dalla qauntità di acqua che si ha a disposizione in quanto con il sistema ad aspersione di ha più consumo rispetto a quello a goccia.

In estate e specialmente negli autunni secchi le tartufaie vanno innaffiate, infatti la mancanza di acqua ai corpi fruttiferi, già formatasi, li porta ad un’ arresto della crescita e a un deperimento veloce.

A settembre-ottobre, in mancanza di precipitazioni piovose, l’irrigazione può risultare determinante per la crescita in dimensioni e per le quantità di raccolta dei tartufi.

Vi consiglio di utilizzare in aggiunta all’acqua d’irrigazione, anche acqua sporale.

L’acqua sporale è l’acqua che avete utilizzato per lavare il prodotto raccolto o l’ acqua in cui avete inserito gli scarti dei tartufi che dopo l’escavazione, e durante il controllo degli stessi, vi siete resi conto che erano verminati e quindi inservibili.

Fate attenzione a non inserire nell’acqua sporale, ottenuta per lavatura degli ascocarpi o per il tritume dovuto alla selezione di capatura, tartufi di specie diverse da quella impiantata in quanto le spore di questi potrebbero inquinare la specie desiderata con il rischio che, essendo più resistente e longeva, possa sostituirsi interamente alla principale, soccombendola.

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Nell foto notare il cavalletto per l’irrigazione dall’alto

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Tartuficoltura, parassiti infestanti e animali

Sabato, Settembre 15th, 2007

 Una pianta tartufigena sopporta molto bene ogni attacco parassitario, per cui si consiglia di intervenire solo quando è strettamente necessario e la pianta è in pericolo di vita.

Nei casi in cui i parassiti rallentano solo la crescita della pianta è meglio attendere un anno in più i tartufi che utilizzare fotofarmaci che possono danneggiare anche le micorrize di tartufo.

Per evitare danni della fauna selvatica, è consigliabile utilizzare reti protettive attorno alle piantine.

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 Parassiti comuni e rimedi:

Oidio ( microsfera alphitoides) Colpisce le giovani piantine con defogliazione precoce ed arresto dello sviluppo. Si può osservare una patina biancastra polverulenta sulle foglie ed estesi dissecamenti fogliari.

Rimedio: Il tartuficoltore può intervenire con prodotti a base di zolfo e con triazoli ( triamedifon).
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Pseudomonas avellanae: Il tartuficoltore in primavera, dopo una normale ripresa vegetativa può notare avvizzimenti delle foglie e dei rami ed ingiallimenti del fogliame. In estate le foglie e i frutti rimangono attaccati ai rami completamente secchi.

Rimedio: Il tartuficoltore può intervenire a livello preventivo bruciando subito i rametti secchi eseguendo trattamenti con prodotti a base di rame.
Si utilizzino forbici sterilizzate per non diffondere l’infezione.

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Rodilegno rosso e giallo: Il tartuficoltore noterà delle gallerie scavate nel tronco delle giovani piante.

Rimedio: Il tartuficoltore può intervenire a livello preventivo con trappole a base di feromoni.Successivamente uccidere le larve o meccanicamente, penetrando nelle gallerie con fili fi ferro o con inezioni di insetticidi ( in un secondo tempo chiudere con mastice)

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Lepidotteri defogliatori: I tartuficoltori noteranno un attacco alle foglie, in particolare le querce, queste risulteranno smangiucchiate in parte e fino ad esaurimento.

Rimedio: Utilizzare insetticidi biologici (Bacillus tur.)

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I tartuficoltori usano delle bottiglie in vetro  immerse nel terreno per tenere lontano le talpe;

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I tartuficoltori utilizzano cd e dvd appesi ad un filo per tenere lontano animali selvatici, lepri, uccelli etc

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Tartuficoltura, interventi agronomici correttivi

Sabato, Settembre 15th, 2007

In allestimento

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Preventivo gratis per controllo micorriz. post imp.

Sabato, Settembre 15th, 2007

Per un preventivo gratis e senza impegno alle ditte Leader che sono sul mercato, per il controllo micorrizico post impianto, indicare l’ ubicazione delle stesso, ( Regione Provincia, Comune) scrivete nel campo note cliccando sul seguente link:

 Richiesta preventivo gratuito 
ciò richiederà una veloce e gratuita registrazione , riceverete una password al vostro indirizzo e-mail, utile sia per la richiesta di preventivo che per l’accesso a molti altri servizi sul mondo del tartufo di www.trovatartufi.com

Oppure:
Per quesiti, informazioni o invio di esperienze riguardanti la tartuficoltura, i tartuficoltori di ieri, i tartuficoltori di oggi e i tartuficoltori di domani possono  scrivere a tartuficoltura@gmail.com

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Preventivo gratis per consulenza pre e post impianto

Lunedì, Settembre 10th, 2007

Se vuoi costituire un impianto tartufigeno ex novo o vuoi fare controllare uno esistente, puoi chiedere un preventivo gratuito per un sopralluogo di un esperto tartuficoltore.
Indica,  nel modulo che raggiungerai con il link in fondo alla pagina,  quanto segue:
Se il sopralluogo  è per un impianto di tartuficoltura già esistente o per uno da impiantare  ex novo;
l’estensione dello stesso;
l’ubicazione del terreno ( Regione ,  Provincia e Comune);

Logicamente il prezzo varierà in relazione al viaggio da affrontare e al tempo che necessita per il sopralluogo in relazione all’estensione del terreno da visionare 

 Richiesta preventivo gratuito 
ciò richiederà una veloce e gratuita registrazione , riceverete una password al vostro indirizzo e-mail, utile sia per la richiesta di preventivo che per l’accesso a molti altri servizi sul mondo del tartufo di www.trovatartufi.com

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