Per favorire l’accrescimento delle piantine, per mantenere la micorrizazione e favorire lo sviluppo dei tartufi sia come quantità che pezzatura, non di poco conto è l’irrigazione.
L’ irrigazione è vantaggiosa ma bisogna dosarla per evitare di danneggiare l’impianto e la sua produzione.
In caso di notevole disponibilità di acqua il metodo più idoneo sembra essere quello a pioggia o micro-aspersione.
Se si ha poca acqua può essere utilizzato il metodo a goccia.
Le acque usate in tartuficoltura devono essere neutre od alcaline, di pozzi e sorgenti, piuttosto che quelle cadute per piovosità e raccolte in appositi contenitorim infatti le acque piovane a volte possono essere acide e quindi dannose per l’impianto e la produzione di tartufi, per questo motivo la qualità delle acque usate per l’irrigazione della tartufaia sono da tenere sotto controllo.
Le piantine che durante il primo anno di impianto non hanno superato la crisi del trapianto andranno sostituite l’anno immediatamente successivo, ricercando le cause del loro mancato attecchimento onde evitare ulteriori fallimenti.
Per limitare le perdite risulta conveniente, nei primi anni, effettuare irrigazioni di soccorso nei mesi estivi, soprattutto nel caso di stagioni particolarmente siccitose.
Anche negli anni successivi, l’irrigazione degli impianti favorisce l’entrata in produzione e l’entità produttiva delle tartufaie.
Esperienze effettuate in Italia ed in Francia in tartufaie coltivate di tartufo nero pregiato, hanno dimostrato che l’irrigazione giova alla produzione soprattutto nelle zone con estati eccessivamente calde e siccitose.
I quantitativi d’acqua e la frequenza degli interventi irrigui dipendono sia dalla capacità di ritenzione idrica del suolo sia dall’entità delle precipitazioni. In linea generale si consiglia di apportare alla tartufaia un quantitativo d’acqua mensile di 30-60 mm, comprendendo quella piovana e quella di irrigazione.
Fra ogni intervento irriguo conviene far passare circa 10 giorni.
Un eccessivo e troppo frequente apporto d’acqua può far regredire le micorrize di tartufo e favorire quelle di altri funghi.
Anche se per il bianco pregiato e l’uncinato non si hanno ancora indicazioni precise ottenute con sperimentazioni di campo, si ritiene che l’irrigazione delle tartufaie possa favorire la produzione.
I quantitativi d’acqua totali mensili consigliati sono di 50-150 mm, a seconda del tipo di terreno e tenuto conto dell’entità delle precipitazioni.
Ove possibile converrà predisporre un impianto irriguo preferibilmente per micro-aspersione che, sulla base delle ricerche condotte nelle tartufaie coltivate di tartufo nero pregiato, é il più idoneo, poiché evita la compattazione del terreno e favorisce uno sviluppo diffuso e superficiale delle radici. L’impianto di irrigazione a goccia é meno indicato poiché le radici tendono a localizzarsi nell’area di terreno maggiormente bagnata.
La scelta del sistema di irrigazione dipenderà quindi dalla qauntità di acqua che si ha a disposizione in quanto con il sistema ad aspersione di ha più consumo rispetto a quello a goccia.
In estate e specialmente negli autunni secchi le tartufaie vanno innaffiate, infatti la mancanza di acqua ai corpi fruttiferi, già formatasi, li porta ad un’ arresto della crescita e a un deperimento veloce.
A settembre-ottobre, in mancanza di precipitazioni piovose, l’irrigazione può risultare determinante per la crescita in dimensioni e per le quantità di raccolta dei tartufi.
Vi consiglio di utilizzare in aggiunta all’acqua d’irrigazione, anche acqua sporale.
L’acqua sporale è l’acqua che avete utilizzato per lavare il prodotto raccolto o l’ acqua in cui avete inserito gli scarti dei tartufi che dopo l’escavazione, e durante il controllo degli stessi, vi siete resi conto che erano verminati e quindi inservibili.
Fate attenzione a non inserire nell’acqua sporale, ottenuta per lavatura degli ascocarpi o per il tritume dovuto alla selezione di capatura, tartufi di specie diverse da quella impiantata in quanto le spore di questi potrebbero inquinare la specie desiderata con il rischio che, essendo più resistente e longeva, possa sostituirsi interamente alla principale, soccombendola.

Nell foto notare il cavalletto per l’irrigazione dall’alto
Per quesiti, informazioni o invio di esperienze riguardanti questo settore scrivere a tartuficoltura@gmail.com