Tartuficoltura, notizie disimogenee e contrastanti…
Martedì, Agosto 10th, 2010Buongiorno, mi chiamo Luca ho 25 anni e da un po di tempo mi interesso di tartufi.
Ho fatto una breve ricerca su internet sul fungo e, a parte le info tecniche, si leggono varie cose in relazione all’investimento.
Mi pare che le notizie siano disimogenee e contrastanti, spesso.
Lei sa darmi qualche consiglio in relazione all’investimento?
Io sono sardo e avrei a disposizione 2 ettari.
In condizioni ottimali quale sarebbe l’analisi costi-benefici?
Grazie mille
RISPOSTA
Salve, i costi sono certi, la produzione di tartufi attualmente nessuno la può assicurare…… ecco perchè trova delle notizie contrastanti sugli utili di una coltura profumata.
Le proiezioni di un reddito tartuficolo con un impianto dovrebbe essere sempre preceduto dal ” Se” sia per la produzione, per le quantità, i prezzi di vendita del momento ecc ecc.
Purtroppo pochi indicano il “Se” vuoi per colpa, vuoi per dolo……si per dolo, spesso si gioca con parole o frasi, spesso non chiare o che comunque inducono ad operare convincimento nel futuro potenziale cliente che accecato dai sentire la facilità di “lauti guadagni” perchè il suo terreno è “PERFETTO” per la coltivazione, ci casca con tutte le scarpe.
Di fatto non serve solo che il terreno sia idoneo, non è facile verificare la fattibilità di un impianto anche perchè alcune cose sui tuber, sono ancora sconosciute…anche alla scienza
D’ altro canto ci sono però anche persone e ditte serie che nulla promettono e che dicono come stanno le cose, lasciando poi al potenziale cliente la scelta finale, quella di mettersi alla prova e tentare di ottenere, con i giusti consiglie e circostanze ( intese quelle attualmente conosciute dai ricercatori universitari del settore) , una produzione di tartufi.
Di impianti in produzione che danno reddito, più o meno alto, ve ne sono diversi, ma ce ne sono anche di non produttivi.
La mancata produzione di tartufi non sempre è da imputarsi esclusivamente alla ditta fronitrice di piantine e/o ai novelli tartuficoltori, di fatto alla data odierna, come già anticipato, sconoscendo, anche scientificamente, alcuni meccanismi del ciclo biologico dei tuber, la causa potrebbe essere imputatata anche a fattori estranei dalle parti in causa….quindi….
Coltivare tartufi è una realtà, c’è chi con un ettaro ha introiti medi annui di 80-100 mila euro ma….. per i fatti sopra indicati non si possono fare statistiche, se non fantasiose o aleatorie, di produzione e quindi reddito.
I tartufi, almeno alla data odierna, non sono come coltivare il grano, gli ortaggi e altre colture ove è facile fare previsioni ….sulla raccolta e quindi anche sulla resa media finale.
Concludo dicendo che la spesa è sicura, la resa dipende da molti fattori, partire con il piede giusto e seguire ad hoc l’impianto riduce enormemente le probabilità di insuccesso ma……non si avrà mai la certezza!
Per questi motivi i prezzi dei tartufi sono ancora alle stelle, se era così facile coltivarli si potevano acquistare dal fruttivendolo al prezzo delle patate!
Nonstante questo semplice esempio, palese anche a chi non conosce le regole del mercato, anche laureati cadono in certe reti….trappole…..”IL TERRENO PERFETTO” e’ l’ignoranza nel settore e la venalità di alcuni allettati da promesse di facili guadagni.
Logicamente chi si è messo alla prova e vi è riuscito, vuoi per capacità, circostanze e…un pizzico di fortuna….ed ha ottenuto buoni risultati, conquistando la sua fetta di mercato anche in termini economici.
Concludo dicendo, sempre a mio modesto parere, che nel settore tartuficoltura, seppur con le “condizioni ottimali” da lei citate………..non è detto che vi sia produzione di tartufi e quindi di utili, per contro……anche facendo le cose con la testa, metodo, passione……………visti i processi ancora da scoprire nella formazione, nella crescita e nel mantenimento dei carpofori…………… chi non rischia non rosica!
A lei la scelta e….. tanti auguri!