Chi è interessato alla tartuficoltura?

Visti i passi da gigante effettuati in questi ultimi anni grazie agli studi sulla tartuficoltura, nonchè dalle risultanze positive ottenute in campo,  sempre più individui sono interessati alla tartuficoltura.
Tutti coloro che sono nel settore, come tartufai e commercianti di tartufi, aziende conserviere, ben sanno che avere un impianto tartufigeno  in produzione significa aumentare notevolmente il proprio reddito.
C’è chi tra questi ha costituito impianti dedicando parte dei ricavi annuali ottenuti dalle loro attività per l’acquisto di piantine micorrizzate, quindi ogni anno ne continua a mettere a dimora una certa quantità.
Negli anni, molti di questi sono riusciti ad aumentare l’estensione dell’ impianto tartufigeno, che si presenta  a vista a scalare, per la differenza di età e quindi di crescita delle piantine messe a dimora.
Questo sistema è vantaggioso in quanto non si incide fortemente sul proprio bilancio familiare perchè come già detto, vengono spesi solo parte dei ricavi ottenuti con la raccolta dei tartufi e la loro commercializzazione.
Anche agricoltori hanno fatto investimenti di tutto rispetto, alcuni sono riusciti anche ad ottenere dei contributi   per impianti tartufigeni su  parte dei loro territori, spesso non idonei alla coltivazione di prodotti agricoli  perchè rocciosi o con pendenze rilevanti, spesso produttivi e quindi remunerativi.
Negli ultimi anni anche alcune Associazioni ed  Enti locali, come le Comunità Montane, Province e Regioni, hanno dedicato risorse economiche e fisiche per salvaguardare e incrementare il patrimonio tartuficolo perchè  sanno che questo rischia di impoverirsi rapidamente.
La salvaguardia avviene mediante il rispetto delle normative a tutela emanate sia dalla legge quadro sui tartufi che da quelle regionali o di altri Enti locali, ma tutti sappiamo che spesso, per leggi inefficaci o troppo garantiste, per  la mancanza di controlli dovuti alla scarsità di uomini e mezzi di chi è preposto a tale scopo, per il numero di tartufai sempre in crescita, alcuni di questi spesso non rispettosi dell’ambiente tartufigeno, si avrà un impoverimento drastico delle tartufaie esistenti in natura.
Tutti queste figure fortunatamente sono anche consapevoli e sensibili ad incrementare la produzione di tartufi, sia per avere un proprio reddito, sia per creare un indotto lavorativo e di miglioramento dell’ambiente, intervenendo con la tartuficoltura e cioè con la messa a dimora di piantine micorrizate al tartufo debitamente certificate.

8769876.jpg

Per quesiti, informazioni o invio di esperienze riguardanti questo settore scrivere a tartuficoltura@gmail.com

Comments are closed.