Coltivare tartufi Padova, Veneto
Salve,
ho visitato il Vostro sito e lo trovo molto interessante.
Da 2 anni abbiamo adibito un terreno, annesso alla nostra abitazione in provincia di Padova, a tartufaia, mettendo a dimora 200 piante di nocciolo, carpino e roverella che tra 3/4 anni dovrebbero produrre del tartufo “brumale”.
Abbiamo sottoscritto il contratto con la Unione Europea Tartuficoltori con sede a Montecchio Maggiore VI.
Il nostro terreno risulta argilloso e in prossimità di terrenti adibiti alla coltivazione di mais.
Al di là dell’impegno finanziario sostenuto in origine, su tale coltivazione ci stiamo veramente investendo in termini di energie e speranze.
Purtroppo ci stanno giungendo notizie non proprio rassicuranti in merito alla serietà della ditta alla quale facciamo riferimento.
Chiediamo se avete alcune notizie in merito alla UET.
Sino ad ora abbiamo dovuto investire annualmente in media 3/4 euro per pianta annui per trattamenti nonchè di recente per potenziare la micorizzazione delle piante.
Siamo fiduciosi, ma ci rimane sempre il dubbio.
Attendiamo Vostro gentile riscontro.
Grazie sin da ora.
Paolo e famiglia
Risposta
Ciao Paolo, non conosco personalmente la UET se non per le pubblicità radiofoniche che mi capita di ascoltare, per le precedenti e-mail giunte a questo sito e da colloqui tenuti con alcune persone che vi hanno avuto a che fare.
Costituire un impianto con probabili potenzialità di successo oggi giorno non è difficile purchè siano effettuate le dovute indagini pedoclimatiche del sito ove questo andrà a costituirsi.
L’ogicamente dopo la scelta delle simbonti più consone quale risultanza di tale indagine, ben inoculate con la specie di tartufo che potenzialmente potrebbe trovare il suo habitat in sito, il tutto va curato e seguito anche dopo la mssa a dimora.
Applicare metodologie o apporti correttivi o migliorativi a seguito di quanto si è scoperto fino ad oggi sui suoli tartufigeni naturali, sulla micorrizazione comprese le cure post impianto, sicuramente farà aumentare le probabilità di successo ma nessuno potrà mai dare certezze, spesso ci si professa indovini……le variabili sono molteplici, alcune ancora sconosciute ai studiosi ricercatori universitari e ai tartuficoltori.
Alcune cose sono date oramai per certe, altre no!
Alla luce di quanto sopra fai benissimo a scrivere sulla tua e-mail “DOVREBBERO PRODURRE TARTUFO” perchè nessuno può avere o dare certezze dsi una futura raccolta .
Anche per quanto riguarda i tempi d ‘inizio di produzione dei primi carpofori si rimane sul “dovrebbe”, ciò varia anche da simbionte a simbionte e per altri fattori, alcuni ancora sconosciuti, però statisticamente i primi tartufi si hanno all’età che hai indicato ma solo in alcune piante, la piena produzione si avrà molto più tardi, sempre facendo riferimento alle statistiche.
Che dirti……se sei partito con il piede giusto sicuramente avrai più probabilità di arrivare alla meta, cercare di riprodurre condizioni naturali e mantenerle per ottenere una tartufaia coltivata non è semplice ma nemmeno impossibile, un contratto non è sempre segno di garanzia….sarei curioso di leggerlo se vuoi mandarmene una copia……
ti auguro una buona riuscita.
Fammi sapere, Mau
ll richiedente verrà contattato gratuitamente e direttamente dall’esperto tartuficoltore che collabora con l’Associazione, la risposta verrà integrata nella presente pagina web appena ci perverrà. Per quesiti o informazioni gratuite sulle piante da tartufo, sulla coltivazione, produzione e commercializzazione di tartufi, per sapere come coltivare tartufi, i costi iniziali e di manutenzione degli impianti nonchè per le altre informazioni o per l’ invio di esperienze riguardanti la tartuficoltura, i tartuficoltori di ieri, i tartuficoltori di oggi e i tartuficoltori di domani possono scrivere a tartuficoltura@gmail.com