Coltivare tartufi Emilia Romagna, Reggio Emilia

Ciao, sono Luca Capitelli, avevo chiesto in precedenza un vostro intervento (in data 1° dicembre) per effettuare un sopralluogo. Qualche giorno dopo è venuto un esperto de “Omissis” di “omissis” , ovviamente sapevo che non era un vostro esperto, ma volevo avere diverse versioni su quello che potrei andare ad effettuare sul mio campo.

Il ph del terreno (in acqua) è risultato essere tra 7,70 e 7,78. L’acido cloridrico versato sul terreno ha poi rilevato la più che buona presenza di calcare (l’acido ha reagito emettendo bollicine in modo “frizzante” a contatto con il campione raccolto)

L’esperto ha consigliato quindi la messa a dimora di roverella e carpino nero micorizzate con tuber aestivum (scorzone)…

Le piante costano 35 euro cadauna (ci ha spiegato che le comprano dai 2 vivai certificati dalle Università di Perugia e l’Aquila)

Ormai è tardi per metterle a dimora dato le avverse condizioni atmosferiche, quindi se le mettessimo giù a fine febbraio-marzo sarebbe meglio, di contro però perderemmo un anno di produzione…Dunque, se mettessimo giù le piante a fine Inverno rischieremmo che le piante non attecchiscano bene e quindi potremmo compremettere un’ottimale produzione futura?

Luca

Il richiedente verrà contattato gratuitamente e direttamente dall’esperto tartuficoltore che collabora con l’Associazione, la risposta verrà integrata nella presente pagina web appena ci perverrà.

Per quesiti o informazioni gratuite sulle piante da tartufo, sulla coltivazione, produzione e commercializzazione di tartufi, per sapere come coltivare tartufi, i costi iniziali e di manutenzione degli impianti nonchè per le altre informazioni o per l’ invio di esperienze riguardanti la tartuficoltura, i tartuficoltori di ieri, i tartuficoltori di oggi e i tartuficoltori di domani possono scrivere a tartuficoltura@gmail.com


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