Progettazione dell’impianto ex novo di tartuficoltura
La progettazione dell’impianto riguarda:
La decisione del sesto, 5×5, 5×4, 4×4 , 4×3 etc, questo varia dal tipo di pianta simbionte e del tartufo con cui questa è stata micorrizata e dalla necessità di transito di mezzi agricoli leggeri per impianti tartufigeni molto estesi.
La decisione di proteggere le piantine, con shelter per il gelo e alcuni animali selvatici, eventuale pacciamatura, recinzione delle piantine o dell’intero impianto;
La decisione di prevedere un soccorso idrico a dispersione generale o a goccia per ogni singola piantina.
La decisione di alternare file di simbionti più precoci nella produzione di tartufi ma meno produttive nel tempo a una fila di simbionti più tardive nella produzione iniziale di tartufi ma più duratura nel tempo; ad esempio una fila di noccioli e roverella, i primi sono precoci e daranno i primi tartufi, con possibilità di estirparli quando questi hanno terminato la produzione, allargando così il sesto d’impianto, ottenendo una aereazione e illuminazione dei pianelli delle roverelle nella loro piena produzione di corpi fruttiferi.
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Come prelevare i campioni di suolo da far analizzare per la tartuficoltura
Coltivare tartufi, a chi inviare il campione, tramite corriere, per le analisi del terreno
Prezzi e possibilità di acquisto delle piantine micorrizate anche in esigue quantità, debitamente certificate da strutture pubbliche esterne al produttore, quali le Università di Perugia e dell’Aquila
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Per quesiti, informazioni o invio di esperienze riguardanti questo settore scrivere a tartuficoltura@gmail.com