Tartuficoltura, protezione delle piantine micorrizate

Le piantine micorrizate appena messe a dimora possono essere danneggiate da animali sevatici, in particolare le lepri, oppure dal gelo, per proteggerle esistono delle coperture perimetrali in policarbonato, denomitate shelter.
Per proteggere le piantine da animali selvatici o allo stato brado di cospicue dimensioni bisogna provvedere ad una adeguata recinzione singola o dell’intero impianto tartufigeno.
Le piantine vanno anche protette tenendole pulite da erbe infestanti, effettuando una minima lotta contro eventuali patogeni e parassiti.
Aiutarle con idonee potature, pacciamature e altri interventi agronomici.
Se andranno in produzione dovrete proteggerle anche dai tartufai senza scrupoli che sono le “bestie” più difficili da tenere lontane!! :)
Ricordate che oltre a far gola ai raccoglitori di tartufi abusivi e non, non immettete mai nel mercato locale i tartufi del vostri impianto perchè se le quantità sono rilevanti inevitabilmente abbasserete la domanda e di conseguenza i prezzi di acquisto ai cavatori locali da parte dei commercianti raccoglitori all’ingrosso.
E’ capitato che alcuni tartuficoltori, proprio per i motivi che vi ho indicato, un bel giorno, al risveglio si sono visti le piante simbionti tagliate di netto, con una sega, alla base del tronco, piante di oltre 20 anni di età, in piena produzione!
Ecco uno dei tanti motivi per cui molti tartuficoltori non solo non parlano di produzioni effettive di tartufi e di ricavi, ma anche del possesso di un impianto tartufigeno, per il fatto che se altri gli viene lo schiribizzo di provare a costituirli se questi andranno in produzione, avranno dei concorrenti nel mercato!

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Come prelevare i campioni di suolo da far analizzare per la tartuficoltura
Coltivare tartufi, a chi inviare il campione, tramite corriere, per le analisi del terreno

Prezzi e possibilità di acquisto delle piantine micorrizate anche in esigue quantità, debitamente certificate da strutture pubbliche esterne al produttore, quali le Università di Perugia e dell’Aquila
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Per quesiti, informazioni o invio di esperienze riguardanti questo settore scrivere a tartuficoltura@gmail.com


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