Raggiro o realtà? energizzante per piante da tartufo.

Salve, quest’oggi, 15/7/2008, è venuto un tecnico de “la Tartufaia”, che ha seguito il nostro impianto sin dalla nascita (fine gennaio 08), per un sopralluogo. Nel nostro impianto sono presenti piante di roverella e carpino micorizzate per lo scorzone. Le piante di carpino si sono ben sviluppate rispetto alle roverelle, che mediamente sembrano soffrire un pò (sebbene non abbiano contratto nessuna malattia) visto che sono rimaste più piccole…Il tecnico ha esposto il suo pensiero dicendo che le piante quando sono in sofferenza, espellono parte delle micorrize, e che comunque, soffrendo, entrano in produzione successivamente….Per rimediare a tale scompenso delle roverelle e per mettere in parità di produzione roverelle e carpini, ha proposto un liquido (2 taniche da 5 litri di liquido marrone. i 10 litri sono da diluire in 500 litri d’acqua circa) dicendo che è un prodotto miscelato in centri universitari (però non ci sono etichette sulla tanica che ne certifichino l’origine e il contenuto). Costo totale del liquido 500 euro. Ripeto, non mi è stato venduto un liquido che favorisca o aumenti la velocità di produzione dell’impianto, ma mi è stato venduto una sorta di “energizzante” per aiutare le circa 140 roverelle ad arrivare alla primavera 2009 allo stesso stato di crescita del carpino (già ben più sviluppato).

Trattasi di un raggiro o è realtà? Se ci sono bambini che crescono e si sviluppano prima di altri perchè non dovrebbero esserci piante che “esplodono prima di altre”. Non so, sono un pò preoccupato. Di questa persona ci fidiamo, ma la storia comincia un pò a puzzarmi. Potete darmi qualche indicazione?

Grazie, cordiali saluti Luca
RISPOSTA

Ciao Luca, sono Maurizio del www.trovatartufi.com, mi permetto di risponderti personalmente, non solo per l’esperienza personale acquisita negli anni ma anche per i corsi effettuati presso l’università di Perugia, per il continuo e costante contatto con i maggiori docenti che trattano la tartuficoltura, luminari che lavorano sia dietro al microscopio che in pieno campo , docenti nella più affermate università Italiane

Allo stato attuale mi risulta, e ripeto sono aggiornatissimo, che l’unica soluzione di aiuto che viene adoperata per le piantine micorrizate è la soluzione sporale.

La soluzione sporale viene immessa qualora si accerti una diminuzione della presenza di micorrize di tuber nell’apparato radicale di alcune piantine prese a campione negli impianti.
Si procede a ciò perchè l’impianto ex novo non fornisce la presenza naturale di spore, come può avvenire in una tartufaia non coltivata.

La soluzione sporale deve essere quindi esente da spore di altri tuber o funghi ipogei o superiori inquinanti.

La soluzione si ottiene con tartufi interi appartenenti alla specie con cui sono state micorrizate le piantine, opportunamente sterilizzati superficialmente per evitare presenza di inquinanti, anche l’acqua di dilizione deve essere selezionata e controllata.

In due parole tale soluzione trattasi di tartufo e acqua, opportunatamente controllati, necessaria qualora vi sia una diminuzione di micorrizazione nell’ apparato radicale delle piantine da tartufo.

I prezzi di tale soluzione sono bassissimi, in pratica è dovuta al costo del tartufo, che vien messo in percentuali molto basse viste i miliardi di spore che ognuno di questi contiene contiene.
L’immissione della soluzione sporale comunque non è una garanzia di aumento di micorrizazione, è solo un tentativo per emulare la natura tartufigena.

Una carenza di crescita di una piantina potrebbe attribuirsi a molti fattori, come le peculiarità del terreno, poco soccorso idrico, oppure la specie di simbionte non è di ecotipo locale ecc ecc.

Altro fattore che può inibire la crescita potrebbe essere a causa delle modalità con cui la pianta è stata messa a dimora, sappi che nella fase di dormienza e messa a dimora è preferibile rompere tutto il pane del vasetto e disporre le radici a raggiera, ciò per far si che queste non continuino la crescita seguendo la rotazione che hanno preso stando nel vaso originale da quando il semenzale è germogliato.

La rotazione dell’apparato radicale, dovuto alla confromazine del vasettp, specialmente nei primi anni di vita, inibisce la crescita della piantina perchè le radici non si estendono ma avvolgono il tronco, ispezionando cosi’ poco terreno e sfruttandone quindi un minimo, fino ad esaurimento delle sostanze nutritive in esso contenuto, vedi foto seguente:

radici

Si possono fare altre ipotesi…ma passo alla conclusione……
A mio parere, e ti assicuro che è lo stesso dei luminari sul settore, altre sostanze o soluzioni al di fuori da quella sporale negli impianti sono da evitare assolutamente per tutelare la micorriza del fungo ipogeo!

Io personalmente eviterei l’immissione di liquidi senza etichetta, senza parlare poi del prezzo che mi sembra alquanto elevato!

Se tale prodotto aveva efficacia pur tutelando le micorrize del tartufo, l’inventore l’avrebbe sicuramente brevettato, pubblicizzato per conquistare il mercato!!!
Sarebbe stata una innovazione!!

Un nuovo concime o energizzante come tu lo chiami, per piante da tartufo!!

Per quanto ne so, non esiste un prodotto sicuro per tale scopo!!!

Per quanto mi risulta non vi sono pubblicazioni scientifiche al riguardo quindi dubito anche che tale preparato venga “costruito” in una struttura pubblica seria come l’ università!

Tieni conto che alcuni processi sono ancora sconosciuti alla scienza, si tende pertanto in questi casi a emulare la natura tartufigena.

Se fossi in te controllerei la presenza delle micorrizze di una piantina presa a campione, come ben sai la mancanza di micorrize rallenta la crescita della simbionte rispetto ad una pianta ben micorrizata.
Se le piante sono ben micorrizate non mi preoccuperei della loro lenta crescita, salvo se non hanno le radici che “strozzano” il fusticino per la fase rotatoria prima accennata.
Ricordati che devi tutelare e mantenere la micorrizza se vuoi aumentare le probabilità di raccogliere in futuro dei tartufi, la crescita o la bellezza della simbionte passa in secondo luogo, fatto salvo il suo stato di salute!

Non so dirti della validità di quanto a te proposto, tutto è possibile ma si rimane nel campo delle ipotesi fino a quando non si dimostra scientificamente la vera efficacia della soluzione di cui si sta parlando e che, come già detto, tuteli anche le micorrize presenti negli apici radicali anche nel tempo.
Posso dirti che ad alcuni è stata venduta una soluzione che poi da analisi microscopica è risultata essere composta da acqua con presenza di spore di tartufi non commestibili e altri funghi ipogei non appartenenti al genere tuber, in pratica una vera e propria truffa.

Sicuramente son sarà il tuo caso……valuta bene e decidi il da farsi.

A te la scelta, a presto, Maurizio del www.trovatartufi.com

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