Reddito di un impianto di tartuficoltura
Premesso che difficilmente un tartuficoltore, specialmente se ha un impianto in piena produzione, svela l’esatta quantità dei tartufi raccolti e dei ricavi ottenuti, sia per paura della concorrenza, dei tartufai del mercato ove lui vende i tartufi raccolti che inevitabilmente abbassano il prezzo locale di acquisto a monte, e del fisco.
Per esperienza, essendo in prima linea, sappiamo che un impianto di tartuficoltura può rendere da 0 euro (zero/00) se non producem, a oltre 20.000 euro ( ventimila/00) ogni mille metri quadri di impianto a tartufo nero pregiato (tuber melanosporum Vittadini), quindi oltre 200,000 euro ( duecentomila/00) ettaro.
Logicamente si è indicato il minimo e il massimo di cui si è a conoscenza, impianti in produzione con il tartufo bianco pregiato sono esistenti, ma le quantità prodotte e il reddito sono un segreto anche per i familiari stretti dei proprietari dei fondi.
Tra 0 e oltre 200.000 euro ettaro intercorrono tutte le fasce che riguardano le altre specie di tartufo, salvo il bianco pregiato che, come già detto, non si hanno statistiche o notizie certe in merito, nemmeno con la tortura! ![]()
Logicamente la produzione di tartufi dipende dall’età dell’impianto, dalla sua cura e da altri molteplici fattori, alcuni ancora sconosciuti sia dai proprietari che dai studiosi ricercatori.
Ogni stagione di raccolta singole piante possono arrivare a produrre anche oltre 6 kg di tartufo, ma non tutte danno questa resa, alcune non producono affatto, altre danno pochi corpi fruttuferi e ad ogni stagione la cosa varia,…. per alcune piante in eccesso, per altre in difetto, la produzione di tartufi può diminuire improvvisamente, anche per effetto di situazioni climatiche particolari, quindi una previsione di produzione potenziale, anche per un singolo impianto di cui si conoscono le produzioni annuali, è difficile da farsi.
Di fatto ho visitato personalmente impianti di soli tremila metri quadri che hanno fruttato oltre 100 kg di tartufo nero pregiato ad ogni stagione di raccolta, salvo nell’ultima, in cui la produzione è scesa nettamente per un errore di lavorazione del terreno, effettuato oltre il periodo consentito, ciò ha danneggiato i filamenti miceliari sui pianelli dell’intero impianto tartufigeno e i corpi fruttiferi che già si erano formati.
Errore pagato caro dal conduttore dell’impianto tartufigeno, sia per soldi non introitati che per il danno creato alle tartufaie ![]()
La natura farà il suo corso e l’impianto tornerà sicuramente a produrre.

Per quesiti, informazioni o invio di esperienze riguardanti questo settore scrivere a tartuficoltura@gmail.com