Tartuficoltori attenzione!! 3
Lettera del tecnico tartuficoltore socio sostenitore che collabora con l’Associazione Telematica Tartufai Italiani
Ciao Maurizio, sono appena tornato da un giro di verifiche su impianti di tartuficoltura realizzati in Sicilia, tra il 1993 ed il 2003.
Sono stato contattato, verso la fine di Febbraio, dal Sig. Domenico “Omissis” di Palermo il quale mi illustrava la situazione creatasi nell’isola tra i tartuficoltori, e la nascita di una “Associazione Coltivatori di Tartufi” all’interno dell’ALPA ( Associazione Lavoratori Produttori Agroalimentari).
In pratica venivo invitato a partecipare ad una riunione, della nascente associazione, in qualità di Tecnico in Tartuficoltura, per aiutarli a fare il punto della situazione a livello Regionale.
Qualora avessi accettato l’invito, mi si chiedeva di portare con me un cane per fare dei controlli in campo, ai soci che lo avessero richiesto.
Decido di partire con mio figlio in modo di dividerci il lavoro, nelle eventuali visite agli impianti. Lui si sarebbe occupato della gestione dei cani e della cerca, io avrei potuto dedicarmi con più attenzione alle pratiche colturali da mettere in atto e spiegare ai proprietari le tecniche di potatura più adatte.
Devo confessare che ero molto curioso di vedere la Sicilia del ” TARTUFO”, sia dal punto di vista dei terreni che da quello climatico.
Con due giorni di anticipo, rispetto alla data della riunione, carichiamo in macchina due dei miei incroci e partiamo per la Sicilia
Decido di cogliere l’occasione per passare a visitare l’impianto di (………..), un amico Calabrese che mi aveva contattato tempo prima, grazie al sito www.trovatartufi.com . Durante i nostri precedenti contatti avevo spiegato al figlio di (……….) che frequenta l’Istituto Agrario, come prelevare un campione di suolo e farlo analizzare, in modo da avere almeno il pH ed il Calcare attivo.
(………..) ci aspetta vicino all’uscita dell’autostrada (si fa per dire) Salerno-Reggio Calabria, andiamo subito sul Suo terreno e a colpo d’occhio vedo le piante ben curate, con un buon sviluppo vegetativosegno che non hanno patito la sete e che il proprietario è uno che sa tirarsi su le maniche.
Si tratta di un impianto a Carpino Nero e Nocciolo micorrizati con Tuber Melanosporum , il sesto è 3 mt x 3 mt, sicuramente troppo fitto per il Nero Pregiato, piantato ad aprile/2001, primi due tartufi neri trovati a 22 dico VENTIDUE mesi dalla messa a dimora (Feb/2003).
Il tecnico, incaricato dalla ditta fornitrice dell’impianto, autore del ritrovamento dei primi due tartufi li riconosce come due
Tuber Melanosporum, a questo punto faccio vedere a (……..) delle foto e Lui li riconosce come Scorzoni estivi ( a febbraio….. sarà il sole Calabrese????????????).
A questo punto vediamo le analisi del suolo, solo tre parametri ma sufficienti ad aumentare i miei dubbi.
pH in H2O 5.1
pH in KCL 4,7
Calcare Attivo Assente
Terreno acido, assenza di carbonati……mi chiedo da dove arrivassero quei due famosi e precocissimi tartufi.
La mia unica speranza è che le piantine messe a dimora e certificate, micorrizate con Tuber Melanosporum Vitt., dalla ditta fornitrice ( leggi: chiedi all’oste com’è il vino!!!!!), fossero inquinate in partenza da spore di altri tartufi più adattabili, ipotesi tutt’altro che da scartare.
Spiego a (………..) cosa fare nel tentativo di salvare il salvabile e riprendiamo il viaggio verso Palermo.
Il programma della giornata successiva prevede la visita di altri tre impianti in Provincia di Palermo, sempre in seguito a contatti dal trovatartufi.
Il primo impianto a nocciolo e carpino con T. Melanosporum Vitt. ( inverno/99) presenta degli accenni di pianelli, il suolo ha reazione alcalina, le piante sono ben lignificate.
A guardarlo lascia ben sperare, così decidiamo di far girare i cani, Shark sotto la guida di Diego fa un giro veloce e poi mi raggiunge con gli occhi mortificati quasi a scusarsi per non aver trovato nulla.
Continuando il giro nell’impianto mi viene mostrata la pianta dove il “tecnico” ha trovato quattro Melanosporum Vitt. a GIUGNO/05.
Inutile dire che dalle foto li hanno riconosciuti per Scorzoni estivi.
Ci spostiamo sul secondo impianto, del tutto simile al precedente come stagione d’impianto, simbionti e tartufo coltivato.
Sembra la foto tratta da un manuale di tartuficoltura, circa il 90% delle piante presenta un pianello molto ben definito.
Anche qui Shark fa il suo giro di controllo, sconfortato dall’esito negativo decide di andare a fare visita alle gabbie dei conigli del proprietario, tra l’ilarità dei presenti ed i rimbrotti bonari di mio figlio.
Anche in questo caso mi viene mostrata la pianta dove il “tecnico” ha trovato i suoi due T. Melanosporum Vitt. , anche qui a GIUGNO/05.
E’ tardo pomeriggio quando arriviamo sul terzo impianto da visitare. Anche qui nocciolo e carpino (inverno/99), chiedo subito su quale pianta ha trovato i suoi “DUE” T. Melanosporum Vitt. e mi viene indicato un nocciolo.
Anche qui due Neri Pregiati trovati dal cane del “tecnico” a inizio Ottobre/04.
Prima di andarcene mostro le foto dei tartufi, non sono affatto sorpreso quando vengono riconosciuti come Scorzoni estivi.
La mattina successiva arriviamo presso la sede dell’ALPA, la riunione è prevista per le 9,30, davanti al portone c’è già molta gente, nessuno aveva previsto una tale partecipazione tanto che gli organizzatori si vedono costretti a dirottarci presso una sala più capiente.
Dopo una brevissima introduzione del Presidente dell’ALPA Regionale che conferma la disponibilità a dare tutto l’appoggio sia logistico che di infrastrutture ai ” Coltivatori di Tartufi”, la parola passa al Sig. “Omissis”Aurelio ( Coordinatore dell’Associazione) che introduce l’ordine del giorno.
Tutti intervengono portando alla luce una situazione inverosimile, il “tecnico”, dopo aver trovato due/tre T. Melanosporum in ogni impianto visitato si è reso irreperibile, lasciando ai convenuti il dubbio di esser stati presi in giro.
Dalle notizie raccolte:
- i famosi “DUE T. MELANOSPORUM VITT.” sono stati raccolti nei mesi di: Febbraio, Aprile, Giugno, Luglio,Agosto, Settembre, Ottobre.
Ben strano lo sviluppo biologico del Tartufo Nero pregiato, a queste latitudini……
- le tecniche di cerca erano le più fantasiose e creative.
Dopo aver sniffato una polverina con il naso (serviva a potenziare le sue qualità olfattive), il “tecnico” individuava, in mezzo a duecento piante, quella che portava i “DUE TARTUFI”
immediatamente e magicamente portati alla luce con la zappa.
La polverina doveva essere la stessa di cui qualcuno Ti aveva già parlato.
In almeno altri due casi, i “DUE TARTUFI” venivano rinvenuti e portati alla luce con una tecnica ancora più incredibile.
Uno dei soci ha dichiarato testualmente:
- Il “tecnico” girava nel mio impianto e misurava con le mani la resistenza dei rami alla trazione, quando trovava la resistenza giusta scavava e saltavano fuori i “DUE TARTUFI”.-
Alla fine della riunione, l’Associazione mi ha chiesto se era possibile stipulare una convenzione, che prevedesse l’assistenza tecnica del sottoscritto a tutti gli associati.
Tutti i presenti mi hanno chiesto una visita per valutare senza ” ARTI DIVINATORIE” la loro condizione reale.
Non ho potuto rifiutare e ritardando il rientro a casa di tre giorni abbiamo visitato ben quindici impianti nelle
Province di: Palermo, Trapani, Caltanissetta, Agrigento, Siracusa e Messina.
Solo in due impianti, in Provincia di Siracusa, a T. Melanosporum i miei cani hanno bucato due tartufi ma si trattava di T. Borchii (Bianchetto). In molti altri casi ho la speranza di vedere prossimamente dello Scorzone estivo.
Molti sostenevano che il clima Siciliano non permettesse lo sviluppo dei tartufi, devo dire che almeno in quattro casi, Cina e Shark, dopo aver girato svogliatamente nell’impianto
che stavamo visitando hanno puntato decisi fuori dallo stesso e a 50 100 mt hanno bucato dei tartufi naturali, con grande stupore e sorpresa dei presenti
Abbiamo bucato del Bianchetto, Brumale, Mesenterico e uno Scorzone estivo tutti rigorosamente naturali.
Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare, una famiglia di tartuficoltori della Provincia di Siracusa per la simpatia e l’ospitalità offertaci, ed un amico conosciuto tempo fa grazie al “trovatartufi” Gioacchino “omisiss”, di Ragusa, che ci ha portato a visitare alcune pinete e sugherete della sua zona.
Concludendo……
A tutti i tartuficultori della Sicilia e della Calabria.
Negli ultimi anni sono stati realizzati in Sicilia ed in Calabria moltissimi impianti di tartuficoltura, si tratta di impianti sia di tipo familiare che più importanti, relativamente al numero delle piante messe a dimora.
Il problema che si è verificato, ed accomuna tutti questi tartuficoltori, è la totale assenza di assistenza tecnica qualificata.
Per questo motivo è nata presso L’ ASSOCIAZIONE LAVORATORI PRODUTTORI AGROALIMENTARI un “Coordinamento Coltivatori di tartufi”.
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Sono contento che grazie al www.trovatartufi.com molti tartuficoltori si sono avvalsi della tua operatività ed esperienza.
Sicuramente ora questi tartuficoltori hanno un quadro della situazione più completo e veritiero.
Penso che chi sniffava la polverina ha fatto una brutta fine o comunque rischia di farla!! Sniffare fa male, specialmente in CALABRIA E SICILIA ove Re sole picchia più forte! ![]()
Rinnovo l’invito a tutti coloro che hanno o vogliono fare un impianto a scrivermi, sarò disponibile, avvalendomi anche dei i vari collaboratori, tecnici tartuficoltori, ricercatori universitari, ditte Leader del settore tartuficoltura, a dirvi sinceramente come stanno le cose secondo il punto di vista dell’ Associazione Telematica Tartufai Italiani, che non vende nulla ma da solo e gratuitamente consigli per una corretta diffusione delle nozioni riguardanti la tartuficoltura.
Presidente A.T.T.I.
Maurizio Ceccucci
Per quesiti, informazioni o invio di esperienze riguardanti questo settore scrivere a tartuficoltura@gmail.com