Tartuficoltura, concimazioni e sporificazioni
Non vi sono studi affermati sulla concimazione delle tartufaie, anche praticamente si sta molto attenti per non cambiare equilibri delicatissimi che sono la natura, per ora, sa dare per la crescita di questo fungo ipogeo, il tartufo.
La concimazione chimica, minerale o organica quindi non viene praticata , ma alcuni aggiungono al terreno le sostante più svariate, alla ricerca della ricetta magica, nella speranza di avere corpi fruttiferi grandi come angurie e avere una produzione più lunga possibile, aggiungono al suolo zucchero, farina, pula di riso, latte acido, cenere, pomice.
Per mancanza di dati oggettivi per ora nessuno può affermarne se queste “concimazioni” hanno validità o meno.
La sporificazione è una pratica lanciata da alcune ditte che producono piantine micorrizate che consiste nel distribuire o iniettare nel terreno della tartufaia una sospensione di spore di tartufo.
Lo scopo è quello di recuperare le tartufaie poco o nulla produttive, in cui le micorrize di tartufo sono diminuite nel tempo.
Questa pratica, oltre ad essere molto costosa, difficilmente può fornire risultati positivi.
La causa del mancato successo è infatti molto spesso da ricercare nella cattiva conduzione della tartufaia o nella scarsa vocazionalità del terreno.
Saranno in questo caso molto più utili quegli interventi colturali atti a ricostruire un ambiente pedologico più idoneo allo sviluppo del tartufo e sfavorevole a quello di altri funghi micorrizici.
Per quesiti, informazioni o invio di esperienze riguardanti questo settore scrivere a tartuficoltura@gmail.com