Tartuficoltura, possiamo fidarci?
Salve, mi chiamo Giulia e volevo alcune informazioni riguardo l’impianto di una tartufaia con piante di nocciolo.
Sono in campagna e i miei genitori hanno un terreno di circa mezzo ettaro, volevamo impiantare una tartufaia, abbiamo trovato una Società che ci può fornire le piante (di 4 anni) di nocciolo, ma non sappiamo se possiamo fidarci.
Le piantine di 4 anni hanno un costo di €. 25,00 cad. - è poco o troppo?
Esiste una certificazione che devono rilasciarci?
C’è un vero guadagno?
Attendo Vs. chiarimenti
Saluti Giulia
Settembre 22nd, 2007 at 00:35
Ciao Giulia, anche se non mi hai indicato con quale specie di tartufo questa è stata inoculata, il costo per una piantina di quattro anni non è eccessivo, ma mi chiedo il motivo per cui queste sono ancora in vaso visto che in tale situazione sia la piantina che le eventuali micorrizze presenti non vivono e sviluppano in modo normale
Di solito le piantine si producono e vendono con meno anni di età, quindi mi chiedo se sono piantine che non sono state vendute e sono rimaste li… oppure se le hanno appositamente preparate e curate fino a quella età per la successiva vendita anche se, per quest’ultima ipotesi, per quanto ne so, tale operazione è poco praticata perchè i costi di gestione sono troppo alti, senza contare che il vivaio dovrebbe effettuare un controllo, almeno annuale, sulla presenza di micorrizze nell’apparato radicale della pianta simbionte.
In tal caso la certificazione, se presente, deve essere recente!
Le certificazioni non sono obbligatorie ma i vivai più seri le forniscono, queste vengono rilasciate da strutture pubbliche come quelle universitarie, la metodologia di certificazione è indicata sul sito.
Trattandosi di certificazione che riguarda un lotto di piante, se il vivaista ne è munito, vi può rilasciare copia fotostatica dello stesso, visto che ne acquistate solo un parte.
Un vivaista serio non dovrebbe limitarsi solo ed esclusivamente a vendere un prodotto, ma nella cosapevolezza che chi fa questo genere di acquisti lo fa nella speranza di avere nel futuro un ricavo, dovrebbe informare il cliente che queste vanno messe a dimora in un terreno idoneo alla specie di tartufo con cui è micorrizata e in un clima e terreno idoneo anche per la piantina.
Mi chiedi se c’è guadagno…..mi viene in mente quando ero piccolo, mi rivolsi a mio nonno per reperire qualche soldo, gli dissi per convincerlo: “nonno è un affare!!” mi rispose che se era un affare non andavo a proporlo a lui e che l’avrei fatto da solo!
La morale è che bisogna sempre dubitare di chi indica facili e lauti guadagni!
Questo non significa che la tartuficoltura non sia una realtà e che non da reddito!
Come tutte le attività o investimenti bisogna verificare le condizioni e se queste sono idonee si può decidere di mettere in opera il tutto investendo anche denaro, curare l’investimento e mantenerlo nel tempo, solo così le probalità di successo aumenteranno per vedere i primi frutti ed eventuali ricavi.
Ti consiglio di sfogliare il sito, sicuramente capirai che avere un reddito dalla tartuficoltura è possibile, a volte è anche molto remunerativo ma non è cosi semplice come tanti diffondono, l’albero dei soldi ancora non è stato inventato, solo pinocchio, plagiato dal gatto e la volpe, seminava il denaro nella speranza…..
I gatti e le volpi non mancano, affidarsi a un tecnico tartuficoltore è la migliore soluzione per provare ad investire i propri soldi.
Far analizzare il terreno, far fare un’indagine geopedologica climatica e altre informazioni sono il primo passo, dalle risultanze potrai decidere se continuare l’investimento di mettere a dimora delle piantine debitamente micorrizate e certificate, con tartufo idoneo e di ecotipo locale oppure piantarci degli ortaggi.
A te la scelta!
Maurizio
Settembre 25th, 2007 at 17:37
Salve Maurizio, ho letto la Sua e-mail e vista la Sua gentilezza e cortesia Le vorrei chiedere e dare ulteriori informazioni.
Il tartufo è il TUBER MELANOSPORUM (NERO PREGIATO) e vista l’insistenza di dover vendermi le piantine, forse immagino che sia stata una mancata vendita. Se così fosse potrebbe essere un problema?
Provvederò a richiederne la certificazione.
Il terreno è stato già analizzato, per il costo di €. 150,00, ed è risultato, sempre per la Società a cui mi sono rivolta, buono per il tartufo nero pregiato.
Mi hanno parlato di “spore” che una volta l’anno vanno versate vicino la piantina è vero? Queste spore, in bottiglie, sono molto costose?
Lei può indicarmi un vivaio, serio, dove poter farsi fare un preventivo e dove acquistare eventulamente le piante?
Di solito chi formisce le piantine stipula un contratto per la piantumazione, la raccolta e la vendita dei tartufi?
Saluti Giulia.
Settembre 25th, 2007 at 22:42
Ciao Giulia, se hai le analisi puoi mandarmele via fax al 06233230941, gli darò un’ occhiata per esprimere il mio modesto parere e quello di chi è in prima linea sulla coltivazione dei tartufi.
Per le piantine non è un problema se nelle stesse, visto il tempo trascorso, non vi sono state mutazioni o cali delle percentuali di micorrize che dovrebbero essere presenti, debita e recente certificazione dovrebbe assicurare la validità del prodotto.
Non è consuetudine fare iniezioni sporali, queste sono necessarie solo qualora, nel post impianto e previa analisi, si appura un calo delle micorrize negli apparati radicali delle piantine prese a campione per la verifica.
Logicamente le spore devono provenire da tartufi sterilizzati almeno superficialmente, immessi in acqua idonea, anche il recipiente deve essere sterilizzato per evitare inquinamenti di spore altri funghi o tartufi concorrenti a quelli impiantati.
Per ora non so il costo di tale operazione e del prodotto, ma ripeto, ciò è un intervento di soccorso, post impianto, comunque mi informerò in modo che tu possa fare un paragone dei prezzi.
Non vorrei che l’acqua miracolosa, come avveniva nel west, oltre ai prezzi, sia anche non idonea!
Le ditte serie di solito, oltre alle indagini preliminari di costituzione di un impianto tartufigeno, previo contratto, passano alla progettazione, possono mettere a dimora le piantine, mettere in opera il soccorso idrico, seguire l’impianto nel tempo con i dovuti controlli e agire di conseguenza con operazioni correttive, come l’integrazione di calcio etc, oppure di manutenzione, potatura, diserbo, sarchiatura.
Insomma se paghi ti fanno tutto quello che necessita o che tu vuoi!
Molte spese possono essere sicuramente risparmiate perchè alcune operazioni sono semplici, chiunque può adoperarsi, basta sapere come e cosa fare.
Capisci bene che se una ditta ti manda personale anche solo per tolgliere l’erbetta che nasce intorno alla piantina, questo ha dei costi!
Solo alcune, a dir la verità non poche…. ma nessuna di quelle di mia conoscenza fidate, indicano sui contratti anche la raccolta e la vendita di tartufi.
A mio modesto parere, in fase contrattuale, tali indicazioni possono servire solo per operare persuasione di convincimento nel cliente.
Di fatto chiunque verrebbe a raccolgliere i tuoi tartufi, chiunque sarebbe disponibile anche a venderteli!
Se vuoi, quando sarà il momento, ci pensero io! ci accorderemo senza problemi!:)
Cara Giulia, chiediti se per queste operazioni, nel caso di produzione, sarai in grado di controllare le esatte quantità raccolte (peso) e gli esatti prezzi di vendita, se in linea o meno con quelli di mercato.
Valuta anche se la ditta può fare la raccolta e la vendita o ciò è un vincolo DEVE!!!
Per quanti anni? mah!
Comunque, contrattualmente, visto che assicurano tutto, fanno operazioni di manutenzione, iniezioni sporali, etc etc fatti scrivere che se non ci sarà produzione per qualsiasi causa, ti devono pagare una penale!
Sappi però che anche così si rischia, perchè trascorsi gli anni per la verifica della produzione questa ditta sarà ancora esistente? avrà cambiato nome?
La migliore soluzione sarebbe, contrattualmente, di farsi impiantare la tartufaia e, in base alla produzione di tartufi che loro indicano, lasciargliela in conduzione dall’inizio produzione che loro assicurano, per “I POCHI ANNI PER FARGLI RACCOGLIERE I QUINTALI DI TARTUFI PROMESSI“, ciò a pagamento delle spese DA LORO affrontate per la costituzione e manutenzione del tutto. IN PRATICA NON PAGHI UN EURO, E DOPO TOT ANNI, TUTTO RIMANE A TE! a prescindere se l’impianto produrrà quintali di tartufi o meno!
Sono sicuro che non accetteranno, non impiegherano i loro soldi in attesa di ricavi per la vendita di tartufi da loro data come produzione certa, perchè ben sanno che nessuno può dare queste certezze su un impianto tartufigeno.
Come mai molte di queste ditte non rischiano i loro investimenti “IN SICURE PRODUZIONI CON RACCOLTA E VENDITA DEL PRODOTTO” però fanno rischiare I CLIENTI con certezze che nessuno può dare, non ti sembra strano?
Presto ti farò sapere a chi rivolgerti, logicamente senza impegno da parte tua, tra qualche giorno mi farò vivo io o ti contatterà un tecnico tartuficoltore che collabora con l’Associazione che presiedo, questi potrà meglio di me, indirizzarti al meglio.
A presto Mau
Ottobre 7th, 2007 at 23:46
Ciao Giulia,
Maurizio di www.tartuficoltura.com e di www.trovatartufi.com mi ha girato le Tue mail, chiedendomi di contattarti.
Sono un tecnico tartuficoltore, ho letto su www.tartuficoltura.com, la risposta di Maurizio
che condivido in pieno.
Non ho dati, per farmi un’idea della Tua situazione, quindi
non posso darti il mio parere, circa la fattibilità del Tuo
futuro impianto.
In relazione a quanto hai scritto, ho delle perplessità:
- Analisi del suolo.
- Il costo delle analisi è nettamente superiore alla media.
- Il Laboratorio di Analisi del suolo, al quale mi rivolgo, rilascia
un referto con i dati del proprietario e identificativi della
zona di prelievo del campione (foglio e particella catastale),
naturalmente il referto viene spedito, in originale, al proprietario.
- Costo delle piante
- Ti è stato richiesto un prezzo pari al doppio del prezzo di mercato.
- Il prezzo al pubblico delle piantine micorrizate può variare
da Euro 10,00 cad. a Euro12,10 cad. (prezzo IVA compresa).
Parliamo di piante la cui micorrizazione viene certificata da
Laboratori di Ricerca Universitari, esterni al vivaio.
- Nocciolo????
- Il nocciolo è una pianta che richiede molte più attenzioni, rispetto
ad altri simbionti e di conseguenza più ore di lavoro/anno.
Perché non usare la Roverella o il Cerro che richiedono meno lavoro,
anche in considerazione del fatto che ” lavorate tutti, tutto il giorno”.
Di solito le nocciole prodotte non sono di grande qualità, per cui
la raccolta avrebbe senso esclusivamente per un eventuale consumo
familiare.
- Aggiunte annuali di spore
- A mio parere, mettendo a dimora delle buone piante su un terreno
adatto alla produzione di un determinato tartufo, i risultati prima
o poi arrivano.
In Sicilia ho visto molte bottiglie di soluzioni sporali miracolose,
vendute a Euro 100,00 al Lt., ma di tartufi ne ho visti pochi.
( vedi: http://www.tartuficoltura.com T)tartuficoltori attenzione)
Attenzione non dico che questa sia una pratica inutile o dannosa,
dico solo che fatta così ha un prezzo esorbitante.
I primi tartufi prodotti dall’impianto andrebbero usati per preparare
una soluzione al 2% in acqua distillata, da cospargere intorno
alle piantine, specialmente a quelle che non hanno prodotto.
Così facendo il costo di un litro di soluzione può costare al massimo
6,00/7,00 Euro e non 100,00 Euro.
- Contratti di raccolta e vendita Tartufi
- Faccio questo lavoro da molti anni, sono stato chiamato molte
volte per valutare, con i miei cani, se c’era stato un inizio di
produzione. In caso affermativo ho sempre consigliato di
munirsi di un cane e fare la raccolta personalmente.
Su una superficie di 5.000 mq, potrai mettere a dimora circa
200 piante, vale a dire che in periodo di raccolta dovrai
impegnare circa 3 ore a settimana per un giro di controllo con
il cane.
L’Italia è piena di commercianti di tartufo, se avrai produzione
stai tranquilla che non rimarrà invenduta.
Se hai altri dubbi puoi contattarmi telefonicamente al “OMISSIS”
Cordiali saluti