Tartuficoltura, specie di tartufi non coltivate

Il tartufo nero liscio
( Tuber macrosporum Vittadini)
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Foto di Marco Morara

Nonostante abbia un profumo e un sapore di tutto rispetto, spesso preferito alle specie dei tartufi più pregiati, nero e bianco compresi, non commercializzato e quindi coltivato in quanto è raro da trovarsi in natura, questo è il motivo per cui è poco conosciuto dal consumatore.
Non avendo un vero e proprio mercato ed essendo difficile reperire anche le quantità sufficienti per produrre lotti di piantine micorrizate, questa specie allo stato attuale è stata presa poco in considerazione sia dai consumatori, dai commercianti, dai tartuficoltori.
Comunque sia, ditte Leader sul settore tartuficoltura, previo contratto, micorrizano piantine con semenzali e tartufi forniti dal cliente quindi, volendo…… si potrebbe costituire un impianto, purtroppo mancano anche i dati statistici e le ricerche universitarie su questa specie in tartuficoltura, conseguenza della mancata domanda e della esigua offerta. 

Tartufo nero ordinario

 ( Tuber mesentericum Vittadini)

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Foto di Marco Morara

Anche questo tartufo attualmente non viene coltivato perchè il suo profumo di acido fenico o catrame, spesso forte, non lo rende gradevole all’olfatto e al palato.
E’ uno dei tartufi meno costosi anche se alcuni lo usano, ben dosato, per salse, creme, etc. che risultano appetibili.
A Bagnoli Irpino, ove nasce copioso, è motivo di feste, sagre e fiere.
Visto il suo esiguo costo commerciale e la scarsa domanda  è scarsamente oggetto di studi per la sua coltivazione in tartuficoltura.

Per quesiti, informazioni o invio di esperienze riguardanti questo settore scrivere a tartuficoltura@gmail.com


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