Tartuficoltura, un impianto novello
Questa foto ci mostra una neo tartufaia, un nuovo impianto del mese di novembre del 2001

L’impianto, di tipo misto, si trova in Italia centrale.
Mi spiego, la superficie totale é di circa 2,5 ettari, quando l’esperto ha effettuato il sopralluogo per valutare sia il terreno che le condizioni climatiche ed altimetriche ha accertato che il fondo aveva, originariamente, nella parte alta, percentuali di scheletro vicine al 50% ed un pH pari a 8,2; mentre, nella parte bassa, la percentuale di scheletro diminuiva, così come, si abbassava il pH pur mantenendosi su valori accettabili di 7,7.
Quindi, valutata la composizione del terreno a disposizione, ha consigliato di impiantare nella parte alta, piantine in simbiosi con Tuber Melanosporum, mentre, in quella bassa Tuber Aestivum.
Sulla foto si può notare come tutte le piantine siano state protette con degli shelter, cioé un tubo in materiale plastico che ripara le piantine novelle dal gelo e dalle intemperie invernali, dagli animali selvatici quali le lepri.
Si è trattato di una scelta obbligata dovuta al fatto che l’impianto si trova esposto a Nord-Ovest, quindi le inevitabili correnti fredde dell’inverno, avrebbero messo in serio pericolo le giovani piantine micorrizate a causa delle gelate notturne, tutt’altro che improbabili.
Ottobre 8th, 2007 at 01:21
Il tecnico tartuficoltore, esperto di tartuficoltura, socio sostenitore dell’ Associazione Telematica Tartufai Italiani è sempre a disposizione degli amici del sito per informazioni e consulenza gratuita on line.
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